ADA Onlus è iscritta con Decreto del Prefetto della Provincia di Brescia nel Registro delle Persone Giuridiche, piccolo traguardo raggiunto a fronte dei nostri sforzi che ci permetterà di ampliare le nostre capacità operative.
A presto.
Con "poco" abbiamo aiutato le nostre donne a riunirsi in cooperative e avviare i GIC (Gruppi di Interesse Comunitario), che in effetti ora lavorano a pieno regime, grazie alla nostra donazione di 2.000 euro per gruppo.
Con "poco" abbiamo sostenuto anche delle nuove attività generatrici di reddito, piccole attività artigianali o commerciali, che richiedono mini-finanziamenti, di cui fruiranno 30 donne. Con 1.524 euro e alcune piccole spese di progettazione stiamo creando 30 nuovi posti di lavoro e una speranza in più per 30 persone e per le loro relative famiglie.
Il nostro è stato un piccolo investimento su di loro, ma per queste donne significherà una grande opportunità. Abbiamo dato loro fiducia e loro dovranno essere in grado di ricompensarla, anche dinanzi agli altri gruppi di donne. Infatti la piccola somma di denaro è ora nelle mani di un modesto gruppo di donne che li userà per farli fruttare, per esempio acquistando una cabina per vendere poi tessere telefoniche, oppure acquistando modelli di carta per cucire abiti e grembiuli scolastici e via dicendo. Quando l’attività sarà decollata, le donne restituiranno poi la somma in maniera graduale, maggiorata del 5% per poter rifondere le spese organizzative dei responsabili, e questa verrà passata poi al prossimo gruppo di donne, innescando così dei meccanismi di sviluppo che responsabilizzano le persone coinvolte, che non sono più solo oggetto di un aiuto, bensì soggetti in grado di migliorare la propria situazione economica,
Speriamo che il nostro “poco” diventi di più e di vedere dunque i frutti di quanto seminato.
Durante la visita del nostro presidente, in Camerun nel mese di Agosto, altri passi in avanti sono stati fatti: la partecipazione e il coinvolgimento di alcuni notabili nell’installazione del nostro sistema idropotabile, assicurerà un graduale raggiungimento dei nostri obiettivi, ossia fornire acqua potabile al villaggio di Baboné, per scongiurare il rischio di malattie veicolate dall’acqua non trattata, che colpiscono soprattutto i bambini. Sono state dunque fatte riunioni, controllati prezzi e materiali e tanto altro ancora.
E anche il nostro pick-up, donato alle donne di Baboné, è stato reso funzionale ai viaggi al mercato, con il cambio di gomme in favore di altre nuove, più robuste, e gli è stato applicato anche un telone che permette di riparare i prodotti agricoli da polvere, sole e pioggia.
Questo e altro a Baboné, grazie anche al contributo della Consulta per la pace di Brescia e della Banca di Leno. A poco a poco, "poco" diventa di più.
Inoltre il progetto “Disinfezione solare dell’acqua- Ottimizzazione del collettore solare parabolico lineare” è stato inviato al concorso FAST “I giovani e le scienze”, dove il lavoro è stato scelto, con altri 24 su 85 inviati, per la fase finale che si è tenuta a Milano dal 10 al 12 aprile 2011. Sara Brignoli, Michele Hamoude, Cristina Scaratti, della classe 4B chimico dell'istituto Golgi, sono stati premiati per il miglior utilizzo di tecniche e metodiche di laboratorio, con “Una settimana da ricercatore” offerto da CusMiBio (Università di Milano).
http://www.ipcgolgi.it/cms/2011/05/09/fast-premia-il-progetto-della-4b-chimico/Inoltre una bella presentazione l’abbiamo fatta il 3 maggio presso l’ITIS Castelli, insieme al PHD Student Bigoni, con slides e relazioni relative all’acqua utilizzata nel nord e nel sud del mondo e i vari sistemi di trattamento necessari per rendere l’acqua potabile ed eliminare malattie veicolate dall’acqua.
Ma il nostro lavoro non si è esaurito qui. Abbiamo contattato instancabilmente numerose associazioni, enti pubblici e privati, fondazioni e strutture con cui dialogare, creare reti partenariati, acquisire conoscenze e poter aiutare le nostre donne africane, per esempio nella vendita del mais o con l’avvio di un programma di microcredito. Abbiamo bussato alle porte, abbiamo telefonato, abbiamo viaggiato e scritto per poter trovare le soluzioni migliori ai problemi delle nostre cooperative di donne. In tutto questa nostra attività di contatto siamo riusciti anche a incontrare Eto’o! E il famoso calciatore interista, originario del Camerun, ci ha promesso persino che forse verrà in Africa per l’inaugurazione del nostro innovativo sistema di disinfezione dell’acqua!!
Vi diremo di più. Abbiamo accompagnato le nostre donne del Camerun nella creazione dei GIC (gruppi di interesse comunitario) che finalmente sono partiti! Grazie anche al contributo finanziario (ben 8.000 €!!) per l’avvio di queste cooperative e alla spedizione di un pick-up che possono utilizzare per andare sui campi e al mercato!
Tutto questo è stato possibile anche grazie all’intervento diretto del dott. Marconi che il 4 maggio si è recato in Camerun, insieme al dottorando di ingegneria, Riccardo Bigoni, per incontrare autorità, UNDP, Università di Dschang, stipulare accordi per il progetto acqua potabile, rettificare, raccogliere elementi e per fare avanzare anche l’agroforesteria. Tutto ciò ha portato alla concessione dei terreni della collina di Tohtam e alla formazione di un comitato dell’acqua, che si occuperà dei lavori e della gestione del progetto a livello locale.
Prima l’acqua arrivava così:
Noi porteremo l’acqua potabile. Abbiamo già acquistato un container che verrà spedito laggiù con tutto il necessario per far funzionare il sistema. Ormai ci siamo quasi.
Questo e tanto altro lo stiamo pensando e facendo per la nostra comunità “adottiva” di Baboné, tenendo a mente le parole di Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione per il Sud, in occasione della presentazione del bilancio della Fondazione della Comunità Bresciana: “questa prassi del dono, intesa come elemento che arricchisce o addirittura costituisce la comunità, penso che sia una sfida straordinaria”.